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RASSEGNE TEMATICHE CLINTELITALIA

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Il problema energetico : perché le rinnovabili non bastano e bisogna guardare anche al nucleare

Limiti strutturali delle rinnovabili intermittenti e necessità di integrazione nucleare per la decarbonizzazione — 15 schede.

Il castello di carte del clima finalmente crolla

L'articolo di Peter Murphy, ripreso da CFACT, segnala un punto di svolta nella narrativa climatica dominante: gli scienziati dell'IPCC si stanno allontanando dalle proiezioni più catastrofiche per il XXI secolo, ammettendo implicitamente i limiti strutturali delle energie rinnovabili intermittenti. Il testo evidenzia come accumulo, uso del suolo e costi rendano indispensabile l'integrazione del nucleare per una decarbonizzazione realistica. Nel contesto del tema edizione – il rischio di collasso della circolazione atlantica (AMOC) – la notizia assume un rilievo particolare: se le previsioni estreme vengono ridimensionate, anche gli scenari di un improvviso blocco della Corrente del Golfo vanno riconsiderati. Il castello di carte delle allar

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Il Metano ci dà una mano (ma non sempre): stoccaggio energetico, idrogeno e sintesi di metano tra storia, chimica e geopolitica

L'articolo di Alfonso Pozio (22 dicembre 2015) risponde a un lettore che chiedeva conto di un metodo anni '70 per ottenere metano immagazzinabile dall'energia elettrica in surplus: «per elettrolisi dell'acqua si ottiene idrogeno ed ossigeno, con l'idrogeno e l'anidride carbonica (ricavabile dall'atmosfera) si ottiene metano». L'autore spiega che la reazione di Sabatier (metanazione) fu messa a punto ai primi del '900, ma «pensare di usare l'anidride carbonica presente nell'atmosfera per questa reazione è poco pratico considerando che la concentrazione è molto bassa (400 ppm)». Vengono poi descritti i processi Bergius e Fischer-Tropsch per la produzione di benzina sintetica dal carbone, sviluppati in Germania per l'autosufficienza energetica. L'articolo si conclude con il silenzio su questi temi: «Nessuno però ne parla. Come mai?».

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Rischio di collasso della circolazione atlantica (AMOC) e sue implicazioni per il clima europeo

Il documento «Allegato5_Intervento_formativo_tecnici_ISPRA-II parte.pdf» dell'Archivio CLINTELITALIA tratta principalmente di radiazioni ionizzanti, fissione e fusione nucleare, e gestione dei rifiuti radioattivi. Tuttavia, il tema del collasso della circolazione atlantica (AMOC) non viene affrontato direttamente. Il testo si concentra su «La produzione di energia da fusione è prevista a partire dal 2040, con l’impianto sperimentale DEMO» e su «Gravi incidenti occorsi 1979 – Centrale di Three Mile Island – USA ... Conseguenze esterne trascurabili». Vengono descritti i piani di emergenza per incidenti nucleari, con provvedimenti come «il riparo al chiuso, per evitare nell’immediato l’inalazione di aria contaminata» e «la distribuzione di compresse di iodio stabile». La gestione dei rifiuti radioattivi è dettagliata: «Deposito geologico profondo ... È possibile prevedere il comportamento della radioattività per centinaia di migliaia di anni?». Il documento non fornisce dati sull'AMOC, ma offre spunti sulla resilienza delle infrastrutture energetiche in caso di cambiamenti climatici estremi.

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CO₂ il Diavolo che non c'è: 24 autorevoli studiosi smontano la narrazione della crisi climatica

Il volume «CO₂ il Diavolo che non c'è», curato da Franco Battaglia e pubblicato da 21mo Secolo, raccoglie 24 interviste ad autorevoli studiosi internazionali che smontano punto per punto la narrazione dell'emergenza climatica. Battaglia, portavoce di Clintel-Italia, scrive nell'introduzione: «quello del riscaldamento globale indotto dalle emissioni antropiche di CO₂ è un colossale falso planetario». Il libro analizza la genesi del falso consenso del 97%, dimostrando che «oltre il 66% degli articoli scientifici l'origine antropica neanche la citava» e che solo il 97% del 34% restante la sosteneva. Viene evidenziata la contraddizione tra il testo dell'IPCC, che parla di riscaldamento «dal 1950», e i dati che mostrano «dal 1940 al 1980 vi fu rinfrescamento». Il volume include contributi di Guus Berkhout, Ivar Giaever, Richard Lindzen, Willie Soon e molti altri, tutti concordi nel ritenere che «il metodo scientifico rifiuta il consenso tra gli uomini quale criterio di attendibilità». Vengono presentati grafici che mostrano periodi caldi pregressi (Medievale, Romano, Olocenico) e l'assenza di correlazione causale tra CO₂ e temperatura.

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Fusione nucleare, siamo più vicini: ecco l'energia pulita del futuro

Il documento dell'Archivio CLINTELITALIA riporta i risultati dei test del reattore sperimentale europeo Jet (Joint European Torus), che ha generato «energia pari a 59 megajoule a intervalli di 5 secondi, equivalente a 11 megawatt». Rispetto a 25 anni fa, la potenza è raddoppiata: «la stessa macchina, in prove effettuate 25 anni fa, aveva ottenuto la metà della potenza». La fusione nucleare, descritta come «l’energia pulita del futuro, ovvero quella che simula quanto avviene all’interno delle stelle», si avvicina così a una possibile applicazione commerciale. Il documento, datato 9 febbraio, cita l’Ansa come fonte della notizia, ma non fornisce ulteriori dettagli tecnici o tempistiche. La scheda evidenzia il confine tra il progresso scientifico reale e la narrazione mediatica che spesso anticipa soluzioni ancora lontane.

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ENS: includere il nucleare negli investimenti sostenibili – Appello alla neutralità tecnologica nella tassonomia UE

La European Nuclear Society (ENS), con l’adesione dell’Associazione Italiana Nucleare, ha lanciato un appello alle istituzioni europee affinché «riesaminino con neutralità la posizione del nucleare, attualmente escluso» dalla tassonomia degli investimenti sostenibili. Il documento, datato 15 dicembre 2020, sottolinea la necessità di «includere il nucleare negli investimenti sostenibili» per garantire una transizione energetica basata su evidenze scientifiche e non su pregiudizi ideologici. L’ENS ribadisce che l’energia nucleare è a basse emissioni di CO₂ e può contribuire in modo determinante alla decarbonizzazione, chiedendo che la tassonomia europea «riconosca il contributo del nucleare alla lotta ai cambiamenti climatici». La posizione dell’ENS si inserisce nel dibattito sulla tassonomia UE, dove il nucleare è stato inizialmente escluso nonostante il suo basso impatto climatico. L’appello invita a «superare le discriminazioni tecnologiche» e a valutare il nucleare con gli stessi criteri delle rinnovabili, evidenziando come la sua inclusione possa favorire la stabilità del sistema elettrico e la sicurezza degli approvvigionamenti.

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