Il fisico Nicola Scafetta, in un intervento alla conferenza CLINTEL del novembre 2024 a Praga, pubblicato su «21mo Secolo», sostiene che la scienza climatica alla base del Green Deal europeo non è affatto solida. I modelli GCM CMIP6 utilizzati dall’IPCC non sono validati empiricamente, producono una forchetta di sensibilità climatica che va da 1,8 a 6,0 °C, mentre studi empirici (Scafetta 2023) indicano valori reali tra 1 e 2 °C, insufficienti a giustificare un’emergenza. L’UE contribuisce solo al 6,08% delle emissioni globali, mentre Cina e India costruiscono centinaia di centrali a carbone. La disponibilità di metalli critici per rinnovabili potrebbe esaurirsi prima del 2060, e le analisi economiche mostrano costi netti superiori ai benefici. Scafetta conclude che il Green Deal è scientificamente ingiustificato e porterà alla deindustrializzazione dell’Europa, come già dimostra la crisi dell’auto tedesca.
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